Mike Oldfield: 'Rottamiamo i computer'

L'abbiamo visto, molto di recente, alla cerimonia di apertura di Londra 2012. "Un rivincita attesa 40 anni", sono state le parole che Mike Oldfield, il leggendario autore di "Tubular bells", ha utilizzato per commentare il suo ritorno in grande stile sotto i riflettori mondiali. Ritorno del quale l'artista ha approfittato per togliersi qualche sassolino dalla scarpa: "Spero che quanto successo serva a ispirare una sorta di rinascita del rock strumentale", ha detto lui, onorato di essere stato scelto per lo show seguito in mondovisione da - si stima - almeno tre miliardi di persone: "Buttiamo via una volta per tutte i software musicali che si usano adesso. Perché si possono usare un mucchio di programmi e schiacciare un sacco di bottoni, ma se non si possiede un minimo di talento musicale è tutto inutile. Spero che i giovani si accorgano che sui miei dischi non c'erano basi costruite e eseguite da un computer, ma veri esseri umani che suonavano veri strumenti. E' tutto molto bello, e - soprattutto - fatto a mano".








